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Italy Maturità Prima Prova (Italiano)

Maturità · MIMEnglish Language47 notes in 10 folders, 273 KB

47 revision notes for MIM Maturità English Language, made by cookie, in 6 sections that follow the course's topics.

Notes in Italian for the Maturità first paper in Italian (MIM), in folders for the method of the three typologies (literary analysis, argumentative text, critical reflection) and for the history of Italian literature from Dante to the late twentieth century, author by author, as the Indicazioni nazionali for the licei set it. Each author has life, works, poetics and themes. Delete any folder or note you don't need once the notes are yours.

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What is inside

  • Analisi del testo letterario
    • Come si analizza un testo letterario (tipologia A)7 KB
    • Metrica italiana7 KB
    • Figure retoriche6 KB
    • Narratologia e struttura del testo6 KB
    • Lingua e stile5 KB
  • Testo argomentativo e riflessione critica
    • Tipologia B: analisi e produzione di un testo argomentativo6 KB
    • Tipologia C: riflessione critica su temi di attualità6 KB
    • Coerenza, coesione e correttezza6 KB
    • Parafrasi, riassunto e commento5 KB
  • Dalle origini al Cinquecento
    • Le origini della letteratura italiana e lo Stilnovo7 KB
    • Dante Alighieri: la vita e le opere prima della Commedia7 KB
    • La Divina Commedia: composizione, struttura e significato6 KB
    • Il Paradiso: struttura e ordinamento5 KB
    • Paradiso, canti I e III6 KB
    • Paradiso, canti VI e XI5 KB
    • Paradiso, canti XV, XVI, XVII e XXXIII9 KB
    • Francesco Petrarca6 KB
    • Giovanni Boccaccio8 KB
    • Umanesimo e Rinascimento: Machiavelli e Guicciardini7 KB
    • Ludovico Ariosto e Torquato Tasso7 KB
  • Il Seicento e il Settecento
    • Il Seicento: Barocco e Galileo6 KB
    • Il Settecento: Illuminismo, Goldoni, Parini e Alfieri7 KB
  • L'Ottocento
    • Neoclassicismo e Romanticismo italiano6 KB
    • Ugo Foscolo6 KB
    • Alessandro Manzoni: vita, poetica e opere5 KB
    • I promessi sposi6 KB
    • Giacomo Leopardi: vita, poetica e pensiero6 KB
    • Giacomo Leopardi: i Canti, le Operette morali e le altre opere5 KB
    • La Scapigliatura e Giosuè Carducci6 KB
    • Il Verismo e Giovanni Verga6 KB
    • I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo6 KB
  • Il Novecento
    • Tra Otto e Novecento
      • Decadentismo e Simbolismo5 KB
      • Giovanni Pascoli6 KB
      • Gabriele D'Annunzio5 KB
      • Futurismo, crepuscolari e vociani5 KB
    • Narratori del primo Novecento
      • Italo Svevo6 KB
      • Luigi Pirandello: vita, pensiero e romanzi6 KB
      • Luigi Pirandello: le novelle e il teatro6 KB
    • La poesia del Novecento
      • Giuseppe Ungaretti4 KB
      • Umberto Saba5 KB
      • Eugenio Montale6 KB
      • L'Ermetismo e Salvatore Quasimodo5 KB
    • Il secondo Novecento
      • Il Neorealismo5 KB
      • Italo Calvino5 KB
      • Pier Paolo Pasolini4 KB
      • Primo Levi4 KB
      • Altri autori del secondo Novecento5 KB

The first note

Analisi del testo letterario / Come si analizza un testo letterario (tipologia A)

La tipologia A chiede l'analisi e l'interpretazione di un testo letterario italiano compreso fra l'Unità d'Italia e oggi. Il testo può essere una poesia o un brano di prosa, di solito un racconto o un estratto di romanzo, ed è accompagnato da una breve nota biografica e da una serie di domande numerate. Le domande seguono quasi sempre lo stesso ordine: comprensione e sintesi, analisi lessicale, sintattica, stilistica e retorica, interpretazione complessiva e approfondimento. Conviene però avere un metodo proprio, che valga anche quando le domande sono formulate in modo diverso.

Prima lettura: capire che cosa dice il testo

Si legge il testo almeno due volte prima di scrivere. La prima lettura serve a farsi un'idea generale: di che cosa si parla, chi parla, a chi, in quale situazione. La seconda, con la penna in mano, serve a sottolineare le parole che non si conoscono (da chiarire con il contesto o con il dizionario), i punti in cui il discorso cambia direzione e le parole che ritornano. Il paratesto, cioè titolo, data, autore, raccolta di provenienza e nota introduttiva, va letto con attenzione perché colloca il testo: una poesia di Montale del 1925 si legge diversamente da una del 1971, e un brano di Verga va letto sapendo che appartiene al ciclo dei Vinti.

Se la consegna chiede una parafrasi o un riassunto, si rispettano i vincoli indicati, per esempio il numero di righe. La parafrasi riscrive il testo in prosa e in lingua corrente, seguendone l'ordine, senza aggiungere interpretazioni; il riassunto ne condensa il contenuto in modo più libero (si veda la nota su parafrasi, riassunto e commento).

Il piano dell'analisi

Un'analisi completa tocca in genere cinque livelli, che conviene tenere distinti anche se nel testo si intrecciano.

Il livello del contenuto riguarda i temi e la loro successione. In una poesia si individuano le sezioni (le quartine e le terzine di un sonetto, le strofe di una lirica più lunga) e si dice che cosa fa ciascuna: descrive, racconta un ricordo, si rivolge a qualcuno, trae una conclusione. In un testo narrativo si ricostruiscono la vicenda, i personaggi, lo spazio e il tempo.

Il livello della forma metrica e ritmica, per la poesia, riguarda il tipo di verso, il numero delle sillabe, lo schema delle rime, la strofa, le pause e gli enjambement (si veda la nota sulla metrica). Per la prosa riguarda piuttosto il ritmo della frase, lunga o breve, coordinata o subordinata.

Il livello lessicale riguarda le parole scelte: il registro (alto, comune, colloquiale, tecnico), i campi semantici dominanti, le parole chiave che ritornano, l'uso di termini rari, dialettali o stranieri, di arcaismi o di neologismi.

Il livello sintattico riguarda la struttura della frase: paratassi e ipotassi, frasi nominali, inversioni dell'ordine abituale delle parole, punteggiatura (assente, abbondante, usata per spezzare il discorso).

Il livello retorico riguarda le figure di significato, di suono e di ordine. Una figura si nomina soltanto se si spiega che cosa fa in quel punto: dire che c'è una metafora non basta, bisogna dire che cosa la metafora avvicina e che effetto ne nasce.

Dalle osservazioni all'interpretazione

L'interpretazione non è un elenco delle figure trovate, ma una risposta alla domanda su che cosa il testo vuole dire e come lo dice. Si parte da una tesi di lettura, per esempio che una poesia rappresenta il disagio dell'io davanti a un paesaggio ostile, e si mostra con i dati del testo come la forma sostiene quel senso: il lessico dell'aridità, i versi spezzati, la sintassi nominale. Ogni affermazione deve poggiare su un punto preciso del testo, indicato per numero di verso o con una citazione breve.

Il testo va poi collocato. L'approfondimento chiede di metterlo in relazione con l'opera da cui è tratto, con la poetica dell'autore, con il movimento o l'epoca (Decadentismo, Verismo, Ermetismo, Neorealismo) e, se si può, con altri autori che trattano lo stesso tema. Il collegamento va scelto con criterio: due o tre rimandi pertinenti valgono più di una lista di nomi. Per esempio, una poesia sulla guerra di trincea si collega all'esperienza di Ungaretti, a quella di Rebora e al modo in cui la prima guerra mondiale cambia la lingua poetica; un racconto sul mondo contadino meridionale si collega a Verga, a Levi (Cristo si è fermato a Eboli) o a Pavese.

Come si scrive la risposta

Le risposte hanno una forma semplice. Si dà la risposta alla domanda nella prima frase, si sostiene con un dato del testo e si spiega l'effetto. Si evitano le formule vuote e i giudizi di gusto («bellissima poesia»), perché un giudizio vale solo se è argomentato. Il lessico deve essere preciso: «enjambement», «anafora», «paratassi» si usano quando servono e con il loro senso esatto. Il tono resta impersonale ma non rigido, e le frasi sono complete.

Una buona abitudine è quella di annotare, già in brutta, tre cose per ogni livello: che cosa si osserva, dove, con quale effetto. In questo modo l'analisi non si riduce a un elenco di figure e l'interpretazione finale nasce da osservazioni già fatte.

Differenze tra poesia e prosa

Nella poesia l'analisi mette in primo piano il verso, il suono e la compressione del significato: una parola isolata in un verso breve pesa più di una parola in una frase lunga. Si guarda a come la strofa organizza il pensiero, a dove cade la rima, a quali parole stanno in posizione forte (a fine verso, in rima, dopo un enjambement). Nella poesia novecentesca, che spesso rinuncia a rima e metro regolari, il ritmo si legge nella lunghezza dei versi, nelle pause e negli spazi bianchi.

Nella prosa narrativa si guarda alla voce narrante (chi racconta, con quale distanza), al punto di vista (focalizzazione), al trattamento del tempo (ordine, durata, ellissi), ai personaggi e al modo in cui vengono presentati (descrizione diretta, discorso diretto, discorso indiretto libero) e allo spazio, che spesso ha valore simbolico. Un brano di Verga o di Pirandello, per esempio, si interpreta anche a partire dalla scelta di non far intervenire il narratore in prima persona o, al contrario, di farlo parlare con ironia.

Gli errori più frequenti

Parafrasare quando si deve interpretare, cioè ripetere il contenuto con altre parole senza dire che cosa significa. Elencare figure retoriche senza collegarle al senso. Attribuire all'autore ciò che dice la voce poetica o il personaggio: il «io» di una poesia è un io lirico, che coincide solo in parte con la persona dell'autore. Appoggiarsi a notizie biografiche per spiegare qualunque cosa, anche quando il testo non le richiede. Infine, dimenticare i vincoli della consegna: un testo che chiede un riassunto di una data lunghezza non si affronta con una pagina di commento.

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